10 luglio 2013

Miroglio - Aperta il 6 luglio 2013 da Walter e Lodovico Marchisio la Via dei 150 anni CAI sulla parete ovest di Rocca Davì. Anche il CAI nazionale dedica ampio spazio all'evento sulla rivista on-line Lo Scarpone





Via dei 150 anni CAI In memoria di Francesco Musso
Parete Ovest - Sviluppo 75 m - Difficoltà V+ poi III/IV

Aperta il 6 luglio 2013 da Walter Marchisio e Lodovico Marchisio
(CAI Sez. Torino Sottosezione GEB)

Sarà inaugurata il 10 Agosto 2013 (Via di Falesia su Torre Monolitica)

 
Località: Frabosa Sottana (Miroglio) Val Maudagna
Nome cima: Rocca Davì
Quota:  832 m
Gruppo montuoso: Alpi Occidentali e nella fattispecie Alpi Liguri
Punto di partenza: Miroglio  (762 m)
Dislivello: 60 m (compreso l’avvicinamento) – Sviluppo della via più di 75 m
Ore: 2 h
Difficoltà: D+
Periodo: Tutto l’anno vista la bassa quota, esclusi soltanto i periodi di nevicate eccezionali

Accesso: Autostrada Torino, Savona, uscita a Mondovì, proseguimento per Villanova, deviare quindi a sinistra ove vi è il cartello per Frabosa Soprana, Stazioni sciistiche. La frazione che fa da spartiacque è Frabosa Sottana. Da qui si prosegue a destra in direzione di Artesina e Prato Nevoso. Attraversare su un ponte che s’incontra prima del paese di Miroglio il torrente (strada che valica il Maudagna e si dirige al Camposanto della frazione in oggetto), parcheggiando subito oltre il ponte (destra idrografica), in concomitanza del primo cartello ambivalente che indica il sentiero Francesco Musso.

Avvicinamento: Dal parcheggio si segue il sentiero dell’acquedotto fino ad una prima chiusa. Transitare a destra sino a portarsi sull’acquedotto vero e proprio. Percorrerlo per circa 1 km. Caratteristico è un primo rientro con mancorrente. Dopo altri 500 metri s’incontra la galleria di cui l’ENEL ha la manutenzione che resta chiusa al pubblico. Si attacca la via sulla sinistra (verso di salita) di fronte alla galleria.

Via dei 150 anni CAI (Parete Ovest) – In memoria di Francesco Musso (Walter Marchisio - Lodovico Marchisio). L’attacco è presso un albero accanto al sentiero dell’acquedotto (a sinistra – lato di arrivo da Miroglio). La fiancata Ovest avrebbe inizio 15 m sotto, non scalabile causa vegetazione incolta che ricopre il costone roccioso. Si attacca la placca iniziale (10 m) 1 chiodo* (V+), se ci si appoggia alla pianta (da evitare) il passo si riduce a un IV. Superato il primo ostacolo seguire una cengia con andamento da destra verso sinistra (II) che conduce in prossimità di un diedro (1 chiodo). Salire su una piccola cengia (4 m – IV). Traversare a destra (IV-) per 3 m (1 chiodo) su un secondo terrazzino. Si risalgono quindi per l’appigliata ma verticale parete (1 chiodo - III) i restanti 30 m sino in cima. Raggiunto il pianoro sommitale, ove ci si ricongiunge alla via normale, portarsi alla base del torrione sommitale (libro di vetta) ove con 8 metri (esposti) di facile scalata (II) si sale sul punto culminante della Cima Nord (corona di alloro e nome della guglia salita) che si affaccia a monte sul breve salto della paretina Nord che la divide dal sentiero Musso (valico sopra la galleria).

Discesa: Dal punto culminante scendere per lo stesso itinerario al pianoro ove esce ora la nuova via di scalata (unica di questo settore), assicurando con la corda i più inesperti che volessero invece accedere alla vetta per la via normale dal sentiero F. Musso che si raggiunge scavalcando alcune roccette (I) per scendere poi facilmente all’intaglio ove vi è la targa in ricordo di Francesco Musso. Da qui scendere a sinistra (lato di discesa) per un ripido bosco servito da gradini in legno fino a tornare alla base della via salita (all’imbocco della galleria dell’ENEL) da cui poi si fa ritorno al parcheggio per lo stesso itinerario d’accesso. Dalla vetta: ore 1.

Materiale usato: 6 chiodi compresi i 2 della sosta per la calata in corda doppia uniti ad un cordino con un “Maillon Rapide”. Un altro chiodo con “Maillon Rapide” per la calata è stato lasciato in vetta al Monolito centrale salito anch’esso (si presume) per la prima volta in quanto manca ogni tipo di documentazione di salita dei primi salitori.

Altre Notizie: La corda doppia all’uscita della nuova via, di circa 40 m attrezzata dal pianoro è un po’ delicata perché non è possibile lanciare la corda e farla scendere sino alla base (troppi spuntoni e piante di alto fusto con i rami che sporgono sulla parte bassa della parete). Dal pianoro sotto la cuspide finale il 6 luglio è stato anche salito da Walter e Lodovico Marchisio il monolito centrale che si raggiunge con una breve discesa verso il versante Nord-Est sino al punto di cresta che lo divide dalla sommità. Da qui con un breve ed esposto traverso (III delicato in quanto la base del monolito è 30 m più in basso), si raggiunge la spalla Sud, da cui per un’esposta ma facile ed appigliata cresta (II) si raggiunge l’area cuspide. Discesa per la stessa via o con breve calata (chiodo e “Maillon Rapide”) lasciati per l’occorrenza. Sulla “Guida ai Monti d’Italia - Alpi Liguri” di E. Montagna e L. Montaldo anno 1981 edita da TCI/CAI, a cui L. Marchisio aveva collaborato, era stata allora segnalata l’esistenza di altre due vie: la prima sulla parete Sud (quella rivolta alla strada), chiamata “Via delle Placche” con circa 90 m di sviluppo  (III – IV con un tratto A1) vecchia valutazione. Detta via non è mai stata liberata in arrampicata libera. Più a destra vi è una variante di questa stessa via che risale un secondo diedro-fessura con 20 m di A1 – A2 (valutazione degli anni 80). Sul versante Nord-Est si snoda la seconda via vera e propria chiamata “Via dello spigolo Nord-Est” che segue tale spigolo girando poi a sinistra sul versante Est (IV – III) 85 m di sviluppo. Tali vie non sono ancora state ancora riattrezzate. Invece per la festa del 10 agosto è stata riattrezzata con chiodi normali e sosta per la calata obbligata di 25 m con cordino e “Maillon Rapide” la via normale (parete Est) da Massimo Viglietti, Walter e Lodovico Marchisio, che conduce in vetta alla Cima Sud. Detta via la si raggiunge dopo aver divallato per il sentiero Musso ed essere scesi dalla parte opposta della galleria dell’Enel, con un traverso su cenge erbose che conducono all’evidente diedro alto 25 m con passaggi di II e III massimo. Per finire le due cime più orientali (Cima Sud, ove esistevano le vecchie vie e Cima Nord con la via ora aperta sulla sua parete Ovest e la sua via normalissima sul versante Nord, unica quasi escursionistica del settore, per accedere ad una cima del contrafforte roccioso di Rocca Davì) sono unite da una serie di tre spettacolari monoliti sporgenti sul vuoto. Sarebbe spettacolare (visto che le vecchie vie sono ancora in disuso) concepire l’idea di una “Via Ferrata” che partirebbe dal punto più basso della parete Sud (lato accanto alla strada, dopo aver attraversato il torrente Maudagna) superando detta parete a lato della “Via storica”, senza minimamente intaccarla, con scalini e cavo sino alla Cima Sud, toccandone l’apice, dalla quale poi con due ponti tibetani si potrebbero scavalcare i vari monoliti per accedere alla sommità a monte più orientale (Cima Nord) da cui facilmente si potrebbe fare ritorno a valle per il sentiero Francesco Musso, rivalutando un settore di roccia cristallina, non meno bella, anche se con minor estensione, della vicina Parete dei Distretti dedicata a Beppino Avagnina ove il CAI di Mondovì ha messo in sicurezza più di 90 vie.     

Da sx Lodovico Marchisio e Walter Marchisio in azione sulla nuova
via di Rocca Davì - Miroglio di Frabosa Sottana 6 luglio 2013
 
 
N.B. (*)  Tutti i chiodi sono stati lasciati in parete per attestare la via salita. È stato omesso nei gradi di difficoltà il simbolo (°) in quanto non viene usato nelle guide alpinistiche classiche. La sigla senza punto (m) significa metri e viene usata abitualmente. Volutamente i versanti Nord, Est, Sud ed Ovest anche se non necessitano della maiuscola., essa è stata usata per evidenziare i vari versanti di scalata trattati. 

 

Relazione e testo di Roberta Segato

 
 
Anche la prestigiosa rivista on-line del Club Alpino Nazionale "Lo Scarpone" ha dedicato ampio spazio all'apertura della nuova via su Rocca Davì , la via dei 150 anni del CAI. Sotto il link 
 
 

04 luglio 2013

150 anni INSIEME - Omaggio a Giuseppe Verdi, una scalata per i 150 anni del CAI e presentazione del libro "Minimal" sabato 10 agosto 2013 Albergo Italia Frabosa Sottana






Programma



ore 09,00: Saluto del Sindaco di Frabosa Sottana Dr. Giovanni Comino e degli Enti d'accoglienza - Via Principe Umberto - Frabosa Sottana, davanti al Ristorante Albergo Italia.
 
ore 9,15: In rappresentanza del CLUB ALPINO ITALIANO un saluto particolare di Oscar Casanova, rappresentante di prestigio della Commissione Centrale del CAI TAM per l'area del Nord Ovest.
 
 
 

dalle ore 9,30 - 13: Trasferimento a piedi per il Sentiero Francesco Musso alla Rocca Davì. Taglio del nastro della via storica riportata in luce da Massimo Viglietti, Lodovico e Walter Marchisio, per i 150 anni del CAI che quest'evento festeggia. Lodovico e Walter Marchisio saliranno anche una via nuova intitolata "150 anni CAI", sotto gli occhi dei convenuti. Chi desiderasse può essere invece accompagnato in vetta per la via normale. Possibilità di scendere a piedi dopo l'esibizione direttamente all'Albergo Italia di Frabosa Sottana.


LODOVICO MARCHISIO
WALTER MARCHISIO
MASSIMO VIGLIETTI



ROCCA DAVI'
 
 

 


ore 13,30: Pranzo - Ristorante Italia della Famiglia Viglietti (piatto unico  lasagne + vino + gelato + caffè €10)


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Ore 14,45-15,30 : Mauro Carlesso (scrittore ed appassionato di montagna) presenta il suo primo libro pubblicato MINIMAL Edizioni Neos Rivoli in colloquio con Lodovico Marchisio (scrittore). A fine conferenza è possibile acquistarlo dialogando direttamente con l'autore che ve lo autograferà. 


   
MINIMAL di Mauro Carlesso


Nove racconti brevi, momenti di vite diverse che potrebbero anche essere frammenti di una stessa esistenza: un innocuo incidente stradale o la decisione di cambiare arredamento, un incontro in metropolitana o un’escursione in montagna. L'autore narra con una tecnica che pare presa in prestito dagli impressionisti: accenni di situazioni, di pensieri, di sentimenti che uno accanto all'altro suggeriscono più che una storia un contesto esistenziale, dove l'emozione prevale sull'azione coinvolgendoci intimamente con i protagonisti. Sono le emozioni infatti che giocano un ruolo incontrastato in questi racconti; sentimenti apparentemente semplici, minimi ma che hanno una forza travolgente, che porta sempre alla speranza, anche di fronte all'ineluttabile. Brano:....ormai fuori dai pericoli ci sleghiamo. Percorriamo il grande ghiacciaio distanti l'uno dall'altro. Siamo soli. Ancora. Come sempre. Ora il mio compagno è un puntino netto e scuro laggiù sulla neve bianchissima. Mi fermo. Ficco la piccozza nella neve arrendevole del pomeriggio. Mi appoggio con entrambe le mani alla becca d'acciaio caldo. Spazio con lo sguardo. Cerco qualcosa, qualcuno. Ma in quel posto non vedo niente e nessuno. Anche Gero è scomparso alla mia vista dietro una gobba di neve. Provo una sensazione contrastata. Dovrei essere abituato. Ma non è così. Ogni volta ciò che provo sulle montagne mi stupisce. Ogni volta quegli spazi silenziosi e inospitali mi affascinano, mi incantano. Ogni volta quei luoghi così lontani dalle abitudini mi spaventano ma ogni volta, passo, in quegli spazi ci torno...

Mauro Carlesso è nato nel 1959. Insieme alla moglie risiede in un piccolissimo borgo sulle colline piemontesi del lago Maggiore, un posto lontano dalla folla, un luogo anacronistico. Lavora come impiegato a Milano.
Grande camminatore ha percorso in lungo e in largo le valli e le montagne della zona prediligendo le cime e i luoghi meno frequentati.
Vegetariano convinto da oltre vent’anni, nella sua dimora ha allestito un orto nel quale, nel tempo libero, si diletta a coltivare ortaggi e verdure con metodo biologico.
Socio ordinario GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) dal 2004, nel 2007 ha partecipato al concorso di narrativa di montagna Carlo Mauri con un racconto alpinistico piazzandosi al quinto posto. La raccolta di racconti Minimal è la sua prima pubblicazione.


ore 15,40-17,10 Conferenza su Giuseppe Verdi con proiezioni e ascolti a cura di Francis Buffille Presidente Scrittori di Montagna AASAA  (Autori Associati della Savoia e dell'Arco Alpino)  con la gradita partecipazione del segretario AASAA Pierre Allio.


2013 - ANNO VERDIANO
(1813-2013)   200° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE VERDI


Conferenza con supporto audiovisivi di Francis BUFFILLE
(Scrittore e Presidente degli Autori Associati della Savoia e dell'Arco Alpino)


"Giuseppe Verdi, la sua vita, le sue opere"

Compositore italiano, nato a Roncole di Busseto (Parma), è l'autore di numerose opere. Talento appassionato, musicista profondamente drammatico, occupa oggi un posto fondamentale nel repertorio lirico. Ma chi era questo grande musicista che ha lasciato nella nostra mente alcuni brani celebri che canticchiamo senza sapere anche chi li ha scritti:

Nabucco...Macbeth.....Rigoletto....La traviata......Simon Boccanegra....Don Carlos.....Aida.....Otello....
  



ore 17,10-18,00 "Voci Monregalesi per Verdi",
 a cura di Bruno Baudissone, musicologo.


Bruno BAUDISSONE, laureato in musicologia, ha una lunga esperienza in campo verdiano. Presenta tre figure di storici cantanti verdiani nati a Mondovì: il soprano TERESA DE GIULI (1817-1877), il mezzosoprano ANNETTA CASALONI (1826-1915) e il baritono DOMENICO VIGLIONE BORGHESE (1877-1957). E' ideatore e responsabile del Premio "Opera -Città di Mondovì", giunto alla XXIV edizione.




dalle 18,00-19,00 : Saluti finali e aperitivo (incontro con i conferenzieri e salotto letterario con esposizione di libri degli autori presenti e di diverse case editrici ospiti)..



ore 19,00: CENA DI GALA TIPICA PIEMONTESE  presso il Ristorante Italia (euro 20)

NB: in alternativa: Menu vegetariano a richiesta anche per il piatto unico delle 13,30



Albergo Ristorante Italia, patrocinatore dell'evento
ove si svolgerà il raduno del 10 agosto 2013


Il materiale alpinistico per l'impresa è stato fornito dal Negozio Finale Climb, Via Cavasola 4 Finalborgo (Finale Ligure) tel. 019.675295 - email: info@finaleclimb.it , grazie alla consulenza della direttrice Stella Marchisio (campionessa italiana di Free Climbing e socia del CAI sezione di Torino Sottosezione GEB)
 
Stella Marchisio in azione
 



Organizzazione e locandina a cura di Gianni Dulbecco e Lodovico Marchisio
 
 

15 giugno 2013

La programmazione dell'Associazione San Biagio di Miroglio per l'estate 2013

 
 


Il Consiglio dell’Associazione San Biagio e Maria Vergine di Miroglio di Frabosa Sottana, ha programmato, anche quest’anno, una serie di eventi a favore della popolazione locale e dei borghi limitrofi nonché dei numerosi villeggianti che nell’estate popolano la vallata.

Tutte le iniziative saranno sviluppate all’interno della manifestazione denominata “Miroglio in fiore”, un concorso indetto per la decorazione floreale di finestre, balconi, davanzali ed angoli caratteristici del borgo, che prenderà avvio a metà luglio e si concluderà a metà settembre con i festeggiamenti patronali del Borgo dedicati al Nome di Maria; nel corso del mese di agosto, in una serata musicale dedicata alla manifestazione, tutti i partecipanti saranno premiati dall’organizzazione.

La principale iniziativa che viene proposta, riguarda, principalmente ma non esclusivamente, i bambini in età scolare ed è “Disegna l’estate”: nei mesi di luglio e agosto tutti i bambini, residenti, ospiti, villeggianti, sono invitati a realizzare, con tecnica libera, su fogli formato A4, elaborati a tema fisso “In un disegno, vi racconto la mia estate”; nel periodo di ferragosto tutti i disegni verranno esposti e, nella serata dedicata alle premiazioni di tutti gli artisti, proiettati per il pubblico.

Per quanto attiene alle iniziative puntuali, si comincerà l’ultima domenica di luglio con la oramai tradizionale giornata dedicata al pane che rappresenta il segno, semplice ma tangibile, dello spirito di fraternità e condivisione di tutta la popolazione del borgo; ad essa seguirà, la domenica successiva, una iniziativa culturale: l’apertura straordinaria della chiesetta alpina di San Marco, posta sulla via che conduce alle borgate di Pratonevoso e Artesina, interamente affrescata e luogo, nel giorno della liberazione, di una cerimonia ufficiale di commemorazione di dodici civili lì trucidati dai nazifascisti nel gennaio del 1944.

Nel corso del mese di agosto, secondo programmi che verranno comunicati con congruo anticipo, si susseguiranno le iniziative rivolte ai bambini ed ai loro genitori e nonni che li vedranno protagonisti di giochi e divertimenti vari.  

Verrà poi effettuata la tradizione uscita per i sentieri per raggiungere località accessibili ai bambini, dove, gli stessi con i genitori, giocheranno e consumeranno in compagnia, la merenda; saranno  costruiti oggetti semplici che poi verranno portati a casa per arredare la stanzetta, si imparerà a fare i biscotti, e … tanto altro ancora.

Sono anche previste serate dedicate alle videoproiezioni che permetteranno di viaggiare nei ricordi, nella tradizione, nella cultura e nella religione ed almeno una serata dedicata all’incontro con l’autore di un libro, generalmente legato al tema della montagna e alle attività di alpeggio. 

Non mancherà la serata delle”Torte in pista” nella quale tutti sono invitati a realizzare una torta che una speciale giuria valuterà attribuendo dei premi alle prime tre classificate, e neppure quella dedicata ai prodotti della terra, coltivati e colti nei negli orti e nei campi della zona.

Sono altresì in programma un mostra di pannelli sui giovani e l’edilizia, nella sede della ex Confraternita, oggi sala incontri ed esposizioni del Comune, a Frabosa Sottana.

Con il finire dell’agosto, la tradizione serata di arrivederci.

Il calendario riserva ancora due iniziative di ampio respiro alle quali tutti sono invitati a partecipare: la festa patronale di settembre e la giornata del ringraziamento per i frutti della terra.

La festa patronale si celebrerà quest’anno il 15 settembre, con solenne liturgia, e ad essa seguirà la tradizionale processione per le vie del paese con la cassa lignea della Madonna portata a spalla ed i pomeridiani giochi per i bimbi e per gli adulti.

La giornata del ringraziamento che si celebra invece nella prima domenica di ottobre, vede la presenza a Miroglio dell’Associazione ADSO di Savona che celebra la sua annuale giornata di incontro.

Nel pomeriggio grande castagnata e consegna del riconoscimento del “Riccio d’oro” a persona che si è particolarmente distinta nel campo della carità a favore del prossimo.

Alberto Verardo

17 maggio 2013

Cinque anni di attività per l'Associazione San Biagio di Miroglio




 

Nel primo fine settimana di maggio, nella sede della ex Confraternita dei Santi Giovanni e Bonaventura di Frabosa Sottana, l’Associazione onlus San Biagio e Maria Vergine di Miroglio ha festeggiato i suoi primi cinque anni di attività a favore del piccolo borgo montano nel quale ha sede ed anche dell’intera Valle Maudagna.
Sabato 4 maggio, dopo la celebrazione della Santa Messa, officiata dal Parroco della Chiesa di San Giorgio, Canonico don Mario Rizzo, il medesimo, unitamente al Sindaco, Dott. Giovanni Comino, hanno proceduto all’inaugurazione della retrospettiva riguardante le attività svolte nel periodo 2007-2012 dall’Associazione.
 

Il taglio del nastro con don Mario Rizzo,
il Sindaco di Frabosa Sottana Dott. Gianni
Comino ed il Presidente della San Biagio
Dott. Alberto Verardo 
 

A seguire si è svolta la conferenza didattica tenuta dalla Professoressa Giovanna Frosini Ghio di Dronero, dal titolo “Le edicole votive nella tradizione popolare” organizzata per dare ampia visibilità dell’avvenuto restauro della Cappella dell’Annunciazione ubicata in località Ponte della frazione di Miroglio.

L’intervento di risanamento dell’opera muraria è stato eseguito con il concorso volontario dei soci dell’Associazione, mentre la riaffrescatura totale dell’interno della stessa con le immagini centrali dell’angelo e di Maria e di quelle laterali raffiguranti rispettivamente San Rocco e San Grato, nonchè del prospetto frontale, è stata opera dell’artista locale Gianmarco Ponzo. 

L’inizio della conferenza è stato dedicato dalla Relatrice alla illustrazione della funzione delle edicole votive in epoca romana (dedicate alle varie divinità che avevano il compito di proteggere la casa o agli spiriti degli antenati che vegliavano sulla famiglia) e poi in epoca cristiana, quando le stesse venivano edificate per manifestare sentimenti di fede e devozione e per grazie ricevute.

La Professoressa Frosini ha poi proseguito illustrando le differenze tra piloni chiusi (edifici di forma generalmente a base quadrata con corpo sopraelevato di dimensioni leggermente più ridotte) e aperti (costruzioni a forma di lettera C, spesso caratterizzate da un riquadro nella parte inferiore, all’interno del quale sono frequenti gli inviti alla preghiera) e le immagini sacre in essi riprodotte.


La relatrice, la Prof.ssa Frosini con accanto il Presidente dell'Associazione
San Biagio di Miroglio Dott. Alberto Verardo

Il passaggio successivo ha infine riguardato i piloni-cappella ed i piloni rari, tra i quali particolare attenzione è stata rivolta a quelli ottagonali.

Nello svolgere il suo dotto intervento, la Professoressa ha anche fatto cenno alla pratica molto diffusa di riprodurre in un’unica immagine, la Madonna con uno o più santi; la scelta, in genere, era derivata dalla volontà dell’artista di affiancare la Madre celeste - la cui venerazione è sempre stata molto ampia - a santi che, nella vita, hanno interagito con Lei.

È il caso del quadro recentemente restaurato e attualmente in attesa di sistemazione all’interno della Parrocchiale di Frabosa Sottana, che raffigura la Madonna tra San Giovanni Battista (che ha battezzato Gesù) e San Giorgio (titolare della Parrocchiale).

A margine del convegno sono stati consegnati alcuni attestati di riconoscimento a chi, nel tempo, ha sostenuto l’Associazione come il Canonico don Mario Rizzo, il Sindaco Giovanni Comino, il Presidente del C.S.V. Società Solidale, Dott. Giorgio Groppo, la Professoressa Giovanna Frosini Ghio ed il Cancelliere della Curia vescovile di Mondovì, don Beppe Bongiovanni.
La giornata è poi proseguita con l’esibizione dei giovanissimi “Balarin de Kyè” che, come era prevedibile, hanno riscosso ampio e meritato successo ed hanno poi consumato in allegria una frugale merenda che l’Associazione aveva predisposto per loro.
Anche a loro, e alle maestre che  li seguono con costanza e passione, l’Associazione San Biagio ha attribuito analogo attestato di riconoscimento che andrà ad arricchire la loro bacheca.

La retrospettiva si è chiusa, con il conseguimento dell’obiettivo prefissatosi inizialmente di testimoniare presenza e impegno a favore del’intera Valle, domenica 5 maggio.
 
Alberto Verardo

 

 

16 maggio 2013

Frabosa Sottana ha ospitato l'aggiornamento ORTAM Piemonte Valle d'Aosta. Il nuovo sentiero Francesco Musso che collega Miroglio a Frabosa Sottana, sistemato e reso fruibile dai volontari del CAI

Nei giorni 11 e 12 maggio si è svolto a Frabosa Sottana, ospitati nella sala riunioni dell'Albergo Italia il corso di aggiornamento ORTAM Piemonte Valle d'Aosta promosso dalla Commissione TAM interregionale (Tutela Ambiente Montano).
Il sabato è stato dedicato al corso teorico con vari interventi, la domenica si è proceduto ad esaminare il territorio con l'escursione su due sentieri che vanno a congiungersi: partenza dalla frazione Serro di Frabosa Sottana, salita alle Rocce Costabella, arrivo a Crevirola per giungere a Miroglio. Da qui parte il nuovo sentiero Francesco Musso, inaugurato nell'ottore 2012, dedicato alla memoria dell'ex presidente della CITAM, che in questi mesi i volontari del CAI hanno provveduto a sistemare per renderlo nuovamente percorribile dopo anni di abbandono.


La descrizione tecnica del sentiero in oggetto


Nome: Sentiero Francesco Musso, Rocca Davì


Gruppo montuoso: Alpi Occidentali e nella fattispecie Alpi Liguri.
Punto di partenza: Miroglio (762 m), quota vetta: Rocca Davì (832m)
Punto di arrivo: Frabosa Sottana (641m). Lunghezza km 3,300. Dislivello 250 mt.
Durata percorso 3 h.

Difficoltà: Escursionistica (salvo la digressione non obbligata alla vetta PD-)
Periodo: Tutto l’anno vista la bassa quota, esclusi soltanto i periodi di nevicate eccezionali

Accesso: Autostrada Torino, Savona, uscita a Mondovì, proseguimento per Villanova, deviare quindi a sinistra ove vi è il cartello per Frabosa Soprana, Stazioni sciistiche. La frazione che fa da spartiacque è Frabosa Sottana. Da qui si prosegue a destra in direzione di Artesina e Prato Nevoso. Attraversare su un ponte che s’incontra prima del paese di Miroglio il torrente (strada che valica il Maudagna e si dirige al Camposanto della frazione in oggetto), parcheggiando subito oltre il ponte (destra idrografica), in concomitanza del primo cartello ambivalente che indica il sentiero Francesco Musso.



Il cartello che indica l'inizio del Sentiero Francesco Musso a Miroglio



Itinerario: Dal parcheggio si segue il sentiero dell’acquedotto fino ad una prima chiusa. Transitare a destra sino a portarsi sull’acquedotto vero e proprio. Percorrerlo per circa 1 km. Caratteristico è un primo rientro con mancorrente. Dopo altri 500 metri s’incontra la galleria di cui l’ENEL ha la manutenzione che resta per gran parte dell’anno chiusa al pubblico. Qui il sentiero s’interrompeva. Grazie al lavoro compiuto dai volontari Beppe Borione, Franco Stuardi, Massimo Viglietti, Daria Fava, Remigio Guardiano, Paola Tirone e Lodovico Marchisio, si scavalca ora, in attesa che venga completamente allestito, sul lato a monte, la galleria riaprendo definitivamente il vecchio percorso pedonale che collegava un tempo Miroglio con Frabosa e che a causa di quest’interruzione si era perso nella memoria dei tempi.
La prima chiusa che si incontra sul torrente Maudagna


Sul colletto antistante, prima di scendere dal lato opposto e tornare sul sentiero dell’acquedotto, si trova la targa del sentiero dedicato alla memoria di Francesco Musso. Solo per chi non soffre di vertigini è da qui possibile una digressione alla vetta della Rocca Davì (dal sentiero pianeggiante alla vetta meno di 60 m di dislivello in totale, 15 m per ascendere il cocuzzolo finale). Dalla targa su menzionata quindi girare a sinistra (passo di I°) per salire il torrione alla base dell’ampio spiazzo erboso. Il torrione più alto che si stacca dal prato di 15 m si sale a sinistra di chi sale per una facile crestina esposta di II°. In vetta vi è il nome della guglia salita (versante nord).


Il bosco iniziale

La targa del sentiero dedicato alla memoria di Francesco Musso
La vetta di Rocca Davì 832 mt




Tornati all’intaglio o colletto scendere ripidamente per tornare sul sentiero dell’acquedotto oltre la galleria. Da qui continuare fino ad un arco naturale molto basso che si può evitare sulla sinistra o compierlo a carponi.


Arco naturale molto basso che si può evitare sulla sinistra o comperlo a carponi

Poco oltre s’incontra un secondo sbarramento consistente in un ponte dell’ENEL vietato ai passanti. Occorre scendere sulla destra a lato del ponte stesso (verso di marcia) per una breve traccia che sarà presto rifatta durante l’allestimento del sentiero in maniera ben più distinguibile, sino a scorgere una casetta in legno usata dai gestori della grotta del Caudano che si invita a visitare (digressione di un’ora telefonando a Paolo Voarino, responsabile delle visite) tel.339/5928256. oltre la visita della grotta, possono anche sostare nei pressi dell’antro turistico un’altra oretta visitando il “parco avventura” ove si potranno compiere passaggi acrobatici in totale sicurezza con l’attrezzatura fornita dai gestori delle grotte e sotto la loro attenta vigilanza.
Il ponte dell'ENEL

Il sentiero all'altezza de Parco Avventura del Caudano


Il sentiero, oltrepassato il "Parco Avventura" prosegue in piano sin sopra l'abitato di Frabosa Sottana. A sinistra di un tubo di contenimento dell'acqua il sentiero scende a zig-zag infilandosi nel sottostante bosco di castani sino a sbucare cento metri sopra Frabosa Sottana, sulla strada che da Sottana porta alla frazione Serro di Soprana. Si consiglia di lasciare un'auto all'arrivo e una alla partenza per poter tornare a riprendere il vostro mezzo.



Il tratto finale che conduce al bosco sopra Frabosa Sottana
 

Il tratto finale di bosco prima di arrivare sulla strada provinciale a Frabosa Sottana


Il resoconto di Lodovico Marchisio Presidente della Commissione TAM Piemonte Valle d'Aosta sul notiziario on-line del CAI "Lo scarpone"   www.loscarpone.cai.it


Il territorio in "esame", per "esaminare" gli operatori. L'11 e 12 maggio si è svolto l'aggiornamento ORTAM per i titolati di Piemonte e Valle d'Aosta.

 

I partecipanti al corso alla partenza del sentiero Francesco Musso




L’aggiornamento ORTAM (Operatori Regionali Tutela Ambiente Montano) che si è tenuto a Frabosa Sottana presso l’accogliente struttura dell’Albergo Italia l’11-12 maggio 2013 per tutti i titolati operanti in Piemonte e Valle d’Aosta, ha avuto un vero successo sia per le tematiche trattate, sia per la collaborazione di tutti gli enti operanti sul territorio in esame.


Quest’incontro è stato preceduto da un lavoro veramente notevole da parte di Giuseppe Borione e Daria Fava nella giornata di giovedì 9 maggio per definire e realizzare il sentiero che domenica 12 maggio ha poi  visto confluire un gran numero di sezioni CAI, esaminati, esaminatori, autorità locali e collaboratori esterni grazie finalmente ad una giornata di sole.

Il tema dell’aggiornamento è stato “La frequentazione motorizzata di sentieri e relativo impatto ambientale” e l’incontro ha avuto luogo con inizio alle ore 10,00 di sabato 11 maggio a Frabosa Sottana presso l’Albergo Italia. Dopo i saluti del sottoscritto quale presidente della CITAM(*) e l’apertura dei lavori, portando i saluti del Presidente della Commissione Centrale TAM Miranda Bacchiani, è seguito il saluto del Sindaco di Frabosa Sottana Giovanni Comino, che si è dimostrato soddisfatto e molto partecipativo grazie al fatto che è stata scelta la sua località e ci legge pertanto un suo toccante brano sulle stelle alpine scritto 50 anni fa, donando inoltre alla commissione una copia ormai rarissima del testo “Frabosa Vecchia” (Storia di gente venuta dal monte che sul monte ha vissuto, sofferto e sperato) di Aldo Mainardi.


E' intervenuto quindi Gianni Dulbecco, prezioso collaboratore e “mentore” che ha fatto un po’ da tramite con tutti (Museo di Miroglio, Albergo Italia, Gestori delle Grotte del Caudano e autorità di Frabosa Sottana), che offre una significativa pergamena a ricordo di questo riuscito convegno alla nostra commissione CITAM e ad Anna Viglietti, titolare dell’albergo che ci ospita.


Non poteva di certo mancare il Presidente del CAI di Mondovì Giorgio Aimo, attivissima sezione locale che si è unito con parole di viva soddisfazione in compartecipazione a quest’incontro. Per l’importanza dell’evento, ci ha onorato della sua presenza anche Michele Colonna, massima autorità del CAI in ambito piemontese, presidente infatti del gruppo regionale della nostra regione, che tiene una brillante conferenza in sostituzione al presidente del CAI di Cuneo sulla “Mozione Alpi del Sole e sull’eliski” facendo ben presente quanto i mezzi motorizzati, di terra (fuoristrada e moto) di neve (motoslitte) e di aria (elicotteri), siano dannosi alla conservazione dell’ambiente e degli animali.


L’eliski in particolare che porta sciatori ad alta quota crea uno “stress” incredibile agli animali che con penuria di cibo e senza riserve di grassi durante la stagione invernale e primaverile ancor ricca di neve, rischiano, fuggendo impauriti, anche la morte. In maniera molto esaustiva Michele Colonna fa notare che anche lo sciatore alpinista che sale in quota senza mezzi meccanici, deve comunque prestare un occhio di riguardo al fine di non spaventare eventuali animali che può incontrare durante la gita.


Tornando ai mezzi meccanici quindi il nostro presidente CAI Regionale ribadisce che i medesimi devono essere consentiti solo in caso di soccorso, per portare materiali necessari alla manutenzione dei rifugi che non si possono condurre a spalla e per le eccezioni verso chi gestisce gli alpeggi e casi similari.

I successivi interventi dei tre operatori TAM facenti anche parte del direttivo della nuova CITAM, entrando nei particolari di questo delicato argomento che è la principale ragione di questo incontro, hanno disspato quasi tutti i dubbi inerenti il non facile problema trattato. Inizia Massimo Andreis Allamandola che tiene un’interessante discorso sulla “Frequentazione motorizzata dei sentieri” analizzando i possibili sviluppi ed i relativi impatti di un “nuovo” turismo motorizzato in montagna. Segue Ivo Reano che istruisce l’interessato pubblico sull’importanza di conoscere meglio e più approfonditamente “la Legge che regola le normative sui sentieri della Regione Piemonte” a cui si aggancia il segretario della CITAM Andrea Sappino che estende il discorso alla “legge che regola i sentieri della Regione Valle d’Aosta e al regolamento valdostano sull’eliski”.


A tale proposito Andrea fa notare che mentre la Val d’Aosta è una Regione esemplare per far rispettare le leggi giustamente restrittive su tutte le strade non adibite al normale traffico automobilistico, sull’Eliski purtroppo non ha saputo sinora frenare questo pericoloso fenomeno in espansione. Dopodiché vi è la pausa pranzo nella struttura ospitante.

Al pomeriggio proseguono i lavori e tutto l‘interesse è rivolto su Oscar Casanova, referente per l’area piemontese ligure e valdostana in Commissione Centrale, che ha tenuto un interessantissimo discorso sul tema: “La frequentazione motorizzata della montagna e i conseguenti impatti ambientali”.
Alle 16 il gruppo è stato ricevuto nel Museo della Montagna e delle sue genti a Miroglio dal Sindaco Giovanni Comino che ci ha illustrato personalmente tutto quanto contenuto in esso, compresi i due nuovi locali. Un patrimonio ineguagliabile, un passato che è ancora vivo, con reperti di ogni genere che fanno la storia di come si viveva qui in montagna neppure un secolo fa.


In seguito mentre un gruppo visita le Grotte del Caudano accompagnati da Paolo Voarino, presidente dell’Associazione Parco del Caudano, l’instancabile sindaco accompagna Oscar Casanova e il sottoscitto a visitare le tre miniere della zona (due di marmo nero) da tempo dimesse. Dopo una cena veramente prelibata, Marilena (moglie del compianto ex presidente CITAM Francesco Musso) ne ricorda l’attività svolta con delle immagini molto suggestive. A seguire viene presentato il sentiero aperto in sua memoria.


La domenica si apre con un briefing a cui fa seguito la vidimazione dei libretti per gli operatori TAM. Alla 10 si parte per l’escursione al sentiero “Francesco Musso” con la gradita partecipazione di iscritti al CAI di Peveragno, ove Francesco era socio, fra cui il presidente Giorgio Toselli. Il sentiero Musso ora è molto ampliato perché si unisce con il sentiero, che parte da Frabosa Serro, via del Biale, salendo in cima alle Rocce di Costabella, ove è stata rimessa la croce ripristinata dopo trent’anni di permanenza sulla cima.


Si scende quindi a Miroglio con un percorso a mezza costa toccando il suggestivo villaggio di Chivirora. Da qui si prosegue sul sentiero Musso vero e proprio che transita su un antico acquedotto tuttora funzionante sino al punto nevralgico risolto con uno scavalcamento della galleria di cui l’ENEL ha la manutenzione, valicando la quale si riapre definitivamente il vecchio percorso pedonale che collegava un tempo Miroglio con Frabosa e che a causa di quest’interruzione si era perso nella memoria dei tempi.


Sul colletto divisorio è stata posta la targa in ricordo di F. Musso e da qui con una breve digressione si può accedere alla cima della Rocca Davì con un passaggio finale alpinistico (II°). L’unione di questi due sentieri unisce e rivalorizza anche due palestre di arrampicata. Ora si spera che insieme alla totale valorizzazione di questo nuovo sentiero, si pensi altresì a riattrezzare le vie di roccia storiche esistenti sia sulle Rocce di Costabella che sulla Rocca Davì.


Il sentiero transita poi a lato delle Grotte del Caudano e ha termine a Frabosa Sottana dove con i saluti finali si chiude il corso di aggiornamento a questo ben riuscito raduno. Resta solo per noi del direttivo la riunione per verbalizzare tutti i punti più importanti dell’incontro e già lavorare ai futuri progetti, raggiunti dalla vicepresidente Elena Casanova, ieri in assemblea al CAI centrale di Milano con tutti i presidenti delle varie commissioni a rappresentarci. Una frase ha concluso degnamente anche la nostra assemblea interna: “Siamo ora più che mai consapevoli che nel direttivo della CITAM oggi siamo in “sei” e non in cinque, perché Francesco sarà per sempre dentro ognuno di noi”.


Lodovico Marchisio