20 agosto 2014

Grande successo di pubblico per l'interessante conferenza sul Progetto EthWAL tenuta alla Confraternita di Frabosa Sottana dal Prof. Carrer


Si è svolta sabato 16 agosto nei locali della Confraternita di Frabosa Sottana la Conferenza sul Progetto EthWAL tenuta dal Professor Francesco Carrer del dipartimento di archeologia della University of York (Regno Unito) organizzata da Gianni Dulbecco (frabosasottana.com) in collaborazione con il Comune di Frabosa Sottana. Il progetto finanziato dalla Comunità Europea, riguarda lo studio delle strutture pastorali di alta quota di due aree campione delle Alpi Occidentali, la Valle Maudagna e la Valle de Freissinieres (Hautes-Alpes, Francia). Le ricerche si sono concentrate su tre tipi di evidenze: le capanne pastorali tradizionali (i casot) in pietra a secco ancora in parte utilizzate, le aree di pascolo selezionate dai pastori per stabulare gli animali (i gias), le strutture semiinterrate in muratura utilizzate per conservare e stagionare i formaggi (le selle). Il metoto utlizzato è sia antropologico che archeologico, da una parte infatti vengono intervistati i pastori locali per comprendere le strategie di uso delle alte quote, dall'altra invece vengono studiate in maniera approfondita le strutture, la loro architettura ed i loro spazi interni. La conferenza, seguita da un pubblico numeroso ed attento, ha visto la partecipazione del Vice Sindaco di Frabosa Sottana Dr. Jacopo Denina e da altri componenti il Consiglio Comunale. Al termine della illustrazione del Prof. Carrer,  sono state poste numerose ed interessanti domande alle quali il relatore ha risposto con termini di facile comprensione per tutti. Al termine della serata, dopo la consegna di una pergamena ricordo a Francesco Carrer, c'è stato l'impegno di tenere la prossima estate una seconda conferenza che illustrerà i risultati degli scavi effettuati quest'anno che verranno elaborati nei laboratori dell'Università di York nei prossimi mesi. Di seguito un riassunto delle slide della presentazione della conferenza.

Etnoarcheologia dei paesaggi di alta quota delle Alpi occidentali.

L'etno-archeologia è lo studio etnografico legato all'archeologia. In cosa consiste l’etnografia? L’etnografia dal greco etnos (popolo) e grapho (scrivo) letteralmente “descrizione del popolo”  è il metodo con cui operano le ricerche sul campo delle scienze etno-antropologiche. Fare etnografia significa recarsi tra coloro che si vuole studiare per un certo periodo di tempo, ed utilizzare alcune tecniche di ricerca (come l’osservazione e l’intervista) allo scopo di collezionare un insieme di dati che poi vanno interpretati.


La Val Maudagna presa in esame per il Progetto EthWAL

Nel caso dei paesaggi di alta quota ci si avvale di due strumenti di lavoro: le interviste ai malgari e la ricerca in archivi, biblioteche, comuni di documenti storici che aiutano l’archeologo nella successiva fase di scavo. Nel luglio del 2013 il Prof. Francesco Carrer del dipartimento di archeologia della University of York (Regno Unito) ha iniziato la ricognizione della zona presa in esame, (la Val Maudagna) avvalendosi di quattro strumenti fondamentali per l’investigazione: la bussola, il gps, il registratore e la macchina fotografica. La bussola ovviamente serve per l’orientamento, il GPS è un sistema di posizionamento e navigazione satellitare che attraverso una rete satellitare fornisce ad un terminale mobile o ricevitore GPS informazioni sulle sue coordinate geografiche ed orario in ogni condizione meteo. La localizzazione avviene tramite la trasmissione di un segnale radio da parte di ciascun satellite e l’elaborazione dei segnali ricevuti da parte del ricevitore.
Il registratore è utile quando individuato un insediamento, se ne devono descrivere nell’immediato le caratteristiche quali la lunghezza, larghezza, dimensione in altezza ed altre notizie utili che assieme agli scatti fotografici consentiranno in un secondo tempo di studiare meglio il sito in questione. La fase successiva archeologica riguarda lo scavo vero e proprio dell’insediamento. Il Progetto Ethwal, finanziato dalla Comunità europea e portato avanti dall’Università di York, indaga su due aree distinte delle Alpi Occidentali, la Val Maudagna nel territorio di Frabosa Sottana, ma non solo, e la Vallèe de Freissinieres nel dipartimento francese delle Hautes Alpes nei pressi di Briancon. 


Le due valli prese in esame dal Progetto EthWAL

Due immagini di casot: il alto casot ancora ben conservati, in basso
ruderi in pietra a secco. Sono stati censiti dal Prof. Carrer in Valle
Maudagna circa ottanta insediamenti

Cosa studia questo progetto? Il progetto studia i casot dei pastori in alta quota, che venivano e vengono ancora oggi utilizzati durante il periodo estivo (giugno-fine settembre). Perché proprio in Val Maudagna si è concentrata la ricerca? Tutto nasce da un opuscolo realizzato dal Dottor Giovanni Comino ex Sindaco di Frabosa Sottana, quando a  capo del servizio veterinario dell’asl di Cuneo realizzò il libretto dal titolo “Caseificare in alpeggio: si può? Una tradizione tra passato, presente e futuro”. Il volume venne mostrato al Prof. Carrer il quale vedendo alcune immagini dei casot, rimase stupito di come alcuni di loro si erano conservati in maniera ottimale rispetto ad altre zone alpine, e nel 2012 presentò appunto un progetto di ricerca che venne autorizzato. Cos’è un casot? Molte persone andando in alta montagna  li avranno visti, ma sicuramente la gran parte non conosce l’utilizzo passato, presente e futuro di tali insediamenti. Nell’estate del 2013 il Prof. Carrer nel corso di due campagne in luglio e agosto, riuscì nella zona della Balma a censire circa ottanta casot, alcuni ancora utilizzati o abbandonati da pochi anni, altri solamente ruderi di pietra. Lo scavo dell’estate 2014 si è concentrato per oltre una settimana su di un casot situato al di sotto del lago della Brignola, posto vicino ad una fontana, in una posizione ottima.



A questo punto sorge spontanea da parte di molti la domanda: perché studiare i casot?
Per diversi motivi:
-          per ricostruire la storia
-          per capire meglio la storia (antica e moderna) della pastorizia
-          per capire perché sono stati costruiti e utilizzati
-          per capire meglio la storia (antica e moderna) dei paesaggi alpini
-    il quinto motivo, perché sono un patrimonio da preservare, che può essere uno strumento di valorizzazione turistica del territorio.

Come si studiano i casot?
Si inzia con il lavoro di censimento e catalogazione perlustrando l’intera zona in questo caso l’intera Val Maudagna. Facendo ricerche su documenti e libri in archivi e biblioteche. Realizzando interviste con coloro che utilizzano o hanno in passato utilizzato tali strutture, i pastori e i malgari, partendo dai giovani per arrivare agli anziani che hanno una memoria storica ovviamente più lunga che può arrivare attraverso le testimonianze dei loro padri anche ad oltre cento anni indietro.
La fase successiva è quella dei rilievi topografici che viene effettuata con strumenti familiari ai geometri come la stazione totale. In seguito si passa aiI campionamenti e per finire lo scavo archeologico. Tutti i dati raccolti in estate vengono rielaborati nella stagione invernale in università, compiendo analisi statistiche e analisi di laboratorio. I primi risultati di questa ricerca hanno consentito di censire oltre 80 insediamenti nella zona circostante il Rifugio Balma, ma sicuramente i casot erano un tempo molti di più.
I casot sono sopravvissuti fino ai nostri giorni (alcuni insediamenti sono risalenti ad oltre tre secoli fa), sono elementi caratteristici del paesaggio montano locale, si collocano al confine tra archeologia, storia e etnografia, sono di grande interesse per la ricerca scientifica, un patrimonio da proteggere e valorizzare e di potenziale interesse turistico.


Nelle due foto l'interno di un casot perfettamente conservato


Quali sono le ricadute sul territorio? Conferenze come quella tenuta il 16 agosto 2014 a Frabosa Sottana, con la presentazione  del progetto e dei primi risultati, articoli su internet, sulla stampa, su riviste scientifiche, ma la novità consiste nella ricaduta turistica  con la valorizzazione attraverso volantini informativi ed opuscoli. Il turista ha già a disposizione i numerosi sentieri che passano attraverso i casot, quindi non resta che sfruttare questa potenzialità per il futuro.



La consegna della pergamena ricordo da dx Gianni Dulbecco
(frabosasottana.com) organizzatore della conferenza, al centro
il Prof. Francesco Carrer e a sx il Vice Sindaco Jacopo Denina

09 giugno 2014

Frabosa Sottana - Riapre il Palasagra. Inaugurazione giovedi 12 giugno alle ore 18,30



Frabosa Sottana: nuovi gestione e nuove iniziative al "Palasagra"

Riapre i battenti per l'estate, rinnovato nello spirito e nelle iniziative, il Palasagra di Frabosa Sottana, la cui conduzione è stata affidata dal Comune ad un nuovo ed energico gruppo di gestori, tutti frabosani "doc".
L'inaugurazione è prevista per giovedì 12 giugno alle 18,30, in concomitanza con la partita di esordio dei mondiali di Calcio del Brasile (ore 22: Brasile - Croazia). Infatti, una delle novità del Palasagra di Frabosa Sottana - fortemente voluta e caldeggiata dal Comune - è stata proprio l'installazione di un maxischermo sul quale verranno trasmessi buona parte degli incontri del Mundial.
Fornito di bar interno in grado di soddisfare manifestazioni di ogni genere (è il punto focale dell'annuale rinomata "Sagra della Castagna"), il Palasagra è uno dei fiori all'occhiello del Comune monregalese che, nelle intenzioni del Sindaco Adriano Bertolino e dei nuovi gestori, deve ritornare ad essere il fulcro di un rinnovato spirito turistico di Sottana, nonché centro di incontro e socializzazione per giovani e meno giovani, con appuntamenti mirati per ogni fascia d'età.
La seconda manifestazione in calendario il 19 giugno è una serata di musica e danze latinoamericane, cui seguiranno, nel corso dei mesi estivi, altre occasioni per gli amanti del ballo. La calendarizzazione degli eventi non è stata ancora definita del tutto proprio perché la nuova gestione è divenuta operativa da pochissimo, tuttavia i programmi, una volta definiti, saranno di volta, in volta pubblicati sui social media, sulle testate cartacee ed on line della provincia di Cuneo e della Liguria.
Tra le anticipazioni, ancora con data da definire (persumibilmente verso la metà di agosto),  una rappresentazione teatrale curata dalla compagnia "Govi" di Genova, nonché la presenza del camp calcistico della Sampdoria e dei suoi calciatori in erba dal 22 al 26 giugno.

Per ulteriori informazioni e news sulle manifestazioni è possibile contattare la nuova gestione al numero 3663744655 oppure via mail a: angy_regis@libero.it

29 aprile 2014

Grandi celebrazioni alla cappella di S.Marco al Pellone per il 70° anniversario della strage del 1944 - Il vicesindaco di Frabosa Sottana ricevuto a Roma al Quirinale dal presidente Napolitano



Grande e commossa partecipazione il 25 aprile da parte dei cittadini di Frabosa Sottana per le tradizionali celebrazioni dell'anniversario della Liberazione, che quest'anno sono coincise con il 70° anniversario degli eccidi che le truppe di occupazione compirono in molte valli del cuneese, in particolare con la strage del 14 gennaio 1944 quando in prossimità della chiesetta di San Marco a Miroglio vennero uccise 11 persone tra civili e partigiani in gran parte della frazione del comune  di Frabosa Sottana. Come ogni anno le celebrazioni sono state organizzate dall'Associazione San Biagio di Miroglio. La Santa Messa è stata celebrata da don Catalano parroco della parrocchiale di San Biagio di Miroglio all'interno della cappella di San Marco Evangelista. Dopo la funzione religiosa, i presenti hanno reso omaggio al cippo dei caduti con alcuni discorsi tenuti dal Prof. Alberto Verardo presidente dell'Associazione San Biagio, e da Ernesto Billò in rappresentanza assieme ad altri degli alpini. Dopo la lettura della Preghiera dell'Alpino, Don Catalano ha provveduto alla benedizione del cippo che ricorda i caduti del 1944. Quest'anno la celebrazione solenne si è avvalsa dell'invio del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad Alberto Verardo, che nel mese di marzo si era permesso di inviargli una lettera per ricordare che tutte le stragi hanno diritto al loro 25 aprile perchè non esistono figli di una storia minore. Il messaggio è stato letto da Alberto Verardo durante la solenne cerimonia. Il Presidente Napolitano oltre al messaggio ha invitato al Quirinale per le celebrazioni del 25 aprile il Sindaco di Frabosa Sottana. Ad incontrare la massima carica dello Stato il vicesindaco Adriano Bertolino assieme a 14 primi cittadini di comuni che hanno avuto durante la seconda guerra mondiale stragi nazifasciste. Il vicesindaco ha portato all'attenzione del Capo dello Stato lo spirito di abnegazione e di sacrificio alla Patria che hanno sempre connotato la valle e la gente di Frabosa. 



Successivamente gli intervenuti si sono recati a Miroglio presso il Museo della Montagna e della sua gente, nella sezione del Museo dedicata al ricordo dei caduti di tutte le guerre e delle vicende belliche che hanno caratterizzato il secolo trascorso, per la donazione effettuata dall'Associazione San Biagio di tre pannelli fotografici che fanno memoria del primo Sacrario militare di Redipuglia, realizzato sul Colle di Sant’Elia, che fu sede del cimitero dei Trentamila Invitti della Terza Armata comandata dal Duca di Aosta, inaugurato il 24 maggio 1923 e che è, ancora oggi, caro al ricordo di quanti lo videro nella sua primitiva caratteristica struttura.









18 aprile 2014

Al Museo della Montagna di Miroglio le foto di Monte Sant'Elia



In occasione delle oramai imminenti celebrazioni dell’anniversario della Liberazione dell’Italia dal giogo nazi-fascista, che quest’anno coincide con il settantesimo anniversario degli eccidi che le truppe di occupazione compirono in molti dei territori del cuneese, l’Associazione San Biagio di Miroglio di Frabosa Sottana ha ritenuto di ricordare concretamente la circostanza collegandola agli eventi bellici del periodo 1915/18 finalizzati al completamento dell’Unità d’Italia entro i suoi naturali confini.
Lo ha fatto contribuendo ad arricchire la dotazione delle documentazioni presente nella Sezione del Museo della Montagna e della Sua Gente dedicata al ricordo dei caduti di tutte le guerre e delle vicende belliche che hanno caratterizzato il secolo trascorso, donando ad essa tre pannelli fotografici che fanno memoria del primo Sacrario militare di Redipuglia, realizzato sul Colle di Sant’Elia, che fu sede del cimitero dei Trentamila Invitti della Terza Armata comandata dal Duca di Aosta, inaugurato il 24 maggio 1923 e che è, ancora oggi, caro al ricordo di quanti lo videro nella sua primitiva caratteristica struttura.
Le tombe dei caduti erano allora disposte a gironi concentrici e alternati a tipici cimeli di guerra – armi, congegni, suppellettili ed altri oggetti cari al fante – identificati ciascuno da poetiche epigrafi.
Oggi, il Colle, è stato trasformato in “Parco della Rimembranza” ed è coronato da alti cipressi e prati in lieve pendio, un viale a gradinata porta allo spiazzo ricavato alla sommità del colle da cui si domina una larga parte della pianura isontina, teatro di ben dodici cruente battaglie del primo conflitto mondiale.
Al centro un suggestivo monumento formato da un frammento di una antica colonna romana proveniente dagli scavi di Aquileia; lungo il viale trentasei cippi in pietra del Carso in cima ai quali è posta una riproduzione in bronzo dei cimeli che caratterizzavano un tempo il cimitero originario, con quella fisionomia così cara al ricordo di chi ha potuto in passato visitarlo.
La sezione del Museo dedicata alla rimembranza, sarà visitabile il prossimo 25 aprile immediatamente dopo l’avvenuta celebrazione della ricorrenza che si terrà, a partire dalle ore 10.00, alla Cappella di San Marco al Pellone, sulla provinciale che conduce al Mondolè.

Alberto Verardo

25 aprile ricordato a Miroglio nella Cappella di San Marco al Pellone



Sono trascorsi settant’anni da quando, nei primi mesi del 1944, la Resistenza venne aspramente contrastata in tutte le Valli del cuneese dove assalti, incendi, rastrellamenti, si susseguirono più volte tenendo sotto pressione tutte le popolazioni residenti e sfollate dai centri urbani cittadini.
Se a Roma quel periodo culminò con l’atroce rappresaglia del 24 marzo alle Fosse Ardeatine, in Val Maudagna, alla Cappella di San Marco al Pellone, alla periferia della Frazione Miroglio di Frabosa Sottana, l’eccidio viene barbaramente compiuto il 14 gennaio nei confronti di un manipolo di giovani partigiani colti di sorpresa dalle milizie nazi-fasciste.
Il 25 aprile p.v. la locale Associazione San Biagio promuove una cerimonia in suffragio dei caduti che ricordi a tutti, prima ancora dei fatti accaduti, il significato di quel sacrificio, per perpetrarlo nel tempo attraverso la memoria delle giovani generazioni.
L’appuntamento è per le ore 10 presso la caratteristica Cappella dedicata al santo Evangelista, situata al centro del tracciato stradale che da Frabosa Sottana sale verso le stazioni sciistiche dell’Artesina e di Pratonevoso.
Alla cerimonia ufficiale sono state invitate le locali Autorità civili e militari e le rappresentante dei gruppi combattenti,che hanno già comunicato la loro adesione.
A tutti gli intervenuti,  ricordo della celebrazione, verranno consegnati due pieghevoli; uno traccia una breve storia della Cappella, mentre l’altro ripercorre, ancorchè sommariamente, i fatti di quel tragico gennaio.
Al termine, sempre su iniziativa dell’Associazione San Biagio, un piccolo rinfresco di saluto e ringraziamento.
Coloro che lo desidereranno, ed è auspicabile siano molti, potranno poi, rientrando a Miroglio, visitare la sezione del Museo della Montagna e della Sua Gente dedicata alla rimembranza dove è allestita una mostra documentale sui fatti della Resistenza.
L’Associazione invita altresì tutti gli ospiti con un passato militare che interverranno, a presenziare provvisti dei loro cappelli militari.

Alberto Verardo

15 aprile 2014

Anche a Miroglio, volontariato, bene comune



Nei giorni 4, 5 e 6 aprile si è svolta a Saluzzo l’undicesima Fiera del Volontariato promossa dal CSV Società Solidale di Cuneo, finalizzata a contribuire alla diffusione nel territorio della provincia, la pratica del volontariato, inteso come bene comune.
All’evento ha partecipato, anche quest’anno, l’Associazione San Biagio e Maria Vergine di Miroglio di Frabosa Sottana, che ha allestito lo stand assegnato, con immagini e filmati riproducenti i suoi suoi primi cinque anni di attività, osservati attraverso una retrospettiva fotografica, alla formazione dalla quale hanno concorso in molti.
Un video e un libro fotografico sull’argomento, insieme ad altro materiale informativo, hanno testimoniato agli standisti presenti in Fiera (circa una settantina) e ai numerosi visitatori (studenti, popolazione e Autorità Istituzionali e non solo) l’impegno che i Soci aderenti al volontariato, o simpatizzanti che siano, devolvono a favore della popolazione e del territorio della Val Maudagna.

La Fiera è stata anche l’occasione per promuovere, in un contesto simbolicamente rilevante, una iniziativa che annovera tra gli organizzatori l’Associazione San Biagio, d’intesa con il sito www.frabosasottana.com che l’ha ideata.



Si tratta della 1.a edizione del “Salone del libro di montagna”, che avrà svolgimento il 5 e il 6 luglio p.v. a Frabosa Sottana presso l’Albergo Italia e che vedrà la partecipazione di case editrici e autori che promuovono territori e culture, parlando di montagna e della sua esplorazione.

Sarà quella l’occasione nella quale, i fini culturali della Associazione San Biagio, potranno, su un tema così significativo e particolare, trovare terreno fertile per germogliare.

Alberto Verardo